Storie e casi

Raccogliamo qui una serie di casi di sciopero dell’affitto e resistenza antisfratto in tutta Italia. Se volete segnalare un caso, o avete bisogno di solidarietà, mettetevi in contatto con la rete Sciopero Affitti attraverso mail o telegram!

ROMA – maggio/settembre 2021

A maggio 2021 una donna del quartiere popolare di Torpignattara, di origini migranti e vittima di violenza di genere, è stata minacciata di sfratto da un proprietario che le aveva affittato al nero un ufficio spacciandolo per appartamento. Dopo che il tribunale aveva emesso una sentenza che dava ragione al proprietario imbroglione, e che il Comune le aveva proposto solo di dividere la famiglia per alloggiarla in emerbgenza abitativa, la donna si è rivolta al nodo romano della rete Sciopero Affitti, che ha organizzato tre picchetti antisfratto e poi si è rivolto all’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani. Il 27 maggio 2021, subito dopo l’ultimo picchetto antisfratto, la Commissione ONU ha bloccato lo sfratto. Il tribunale ha ratificato la sospensione il 15 giugno. Questa è la prima volta che succede in Italia, ed è diventato un precedente molto importante per la tutela del diritto alla casa.

A giugno 2021 la stessa procedura è stata ritentata per un abitante di 67 del quartiere San Lorenzo a cui i proprietari avevano fatto un contratto d’affitto transitorio di un anno (riservato agli studenti o ai lavoratori temporanei!) per di più a canone libero (mentre i contratti transitori devono essere a canone concordato). La turistificazione del quartiere permette grossi guadagni con gli affitti brevi, togliendo case al mercato degli affitti normali. Impossibilitato a pagare, non ha potuto avere né i sussidi all’affitto né le misure di protezione per il Covid, perché il contratto temporaneo è scaduto. Purtroppo, questa volta la Commissione ONU non ha richiesto la sospensione dello sgombero.

Ad agosto 2021 una donna polacca del quartiere periferico Tomba di Nerone, che da quindici anni paga l’affitto in nero per un microappartamento di 17 metri quadri con la cucina in un armadio (e c’è chi dice che non c’è disagio abitativo in Italia), ha chiesto aiuto antisfratto al sindacato Asia-USB perché la sua proprietaria voleva buttarla per strada. Il giudice ha dato ragione alla proprietaria nonostante avesse evaso il fisco per quindici anni, e disposto che sia lei che suo figlio di nove anni sarebbero dovute finire per strada. Dopo tre picchetti antisfratto in piena estate, di nuovo la Commissione ONU ha disposto la sospensione dello sfratto per evitare una violazione dei diritti umani!

Negli stessi mesi, una famiglia di Fiumicino, che era stata imbrogliata in una delle moltissime truffe dei “Piani di zona” (si veda qui), aveva smesso di pagare la proprietà fraudolenta e ricevuto un ordine di sgombero. Dopo aver esaurito tutte le possibilità di fare ricorso ai tribunali e alle amministrazioni che hanno collaborato con la truffa, hanno inviato una petizione alla Commissione ONU, riuscendo ad ottenere la sospensione!

A settembre 2021 invece cinque famiglie di origini nordafricane di Via Silvio Latino (Portonaccio) sotto sgombero hanno chiesto aiuto al Movimento per il diritto all’Abitare di Roma, che ha organizzato tre picchetti antisfratto davanti alle loro case. Le Ferrovie dello Stato stanno provando a riprendersi le case dove abitano dagli anni Novanta, e che hanno sottratto al degrado con tantissimo lavoro e risorse economiche. 24 persone di cui 7 minori sarebbero finite per strada per l’ennesima speculazione di un’azienda ex pubblica. Anche questa volta però è intervenuta l’ONU, disponendo la sospensione finché lo stato non offrirà un’alternativa valida alle cinque famiglie. Qui sopra un’immagine del picchetto con cui i movimenti per la casa celebravano sia la vittoria, che il paradosso di dover chiedere giustizia all’ONU.

 

BOLOGNA – da aprile 2020 a oggi

Ad aprile 2020 un intero palazzo del quartiere Bolognina è entrato in sciopero dell’affitto. Qui un aggiornamento di giugno 2020: “Palazzo Bolognina, proprietà disposta a incontro su rinegoziazione affitto“, Zeroincondotta, 23/6/2020. Nell’estate 2021 nel palazzo in sciopero dell’affitto si è svolto il primo incontro italiano della rete Rentstrike.

 

TORINO

Se toccano Totta… Carlotta (“Totta”) studentessa e lavoratrice precaria siciliana che vive a Torino è stata sfrattata da uno dei tanti palazzinari della città in piena pandemia, ed ha ricevuto solidarietà dalla rete nazionale studentesca Cambiare Rotta / Noi Restiamo che ha organizzato picchetti sia a Torino che a Roma e in altre città. Qui un comunicato precedente allo sgombero

Una coppia che a febbraio 2020 aveva iniziato a convivere in un appartamento in pessimo stato di proprietà di un palazzinaro locale, si è trovata senza reddito con il lockdown.: nonostante la situazione di emergenza, il proprietario inizia i procedimenti di sfratto. “Molinopoly: i palazzinari che giocano con le vite degli altri“, Infoaut, 15/7/2020. I movimenti della città organizzano un presidio davanti al tribunale.

Una casa per Sara Angela e Nicola! Mail bombing di Prendocasa Torino: https://www.facebook.com/events/3649008718516057/

 

ROMA – 2020

Una donna di 35 anni di Garbatella: “A fine marzo 2020 ho chiesto al proprietario di ridurmi l’affitto perché avrei passato il lockdown a casa dei miei genitori fuori Roma (la casa è vicino all’ufficio, e passando in smartworking non l’avrei dovuta usare). Il proprietario mi ha risposto di cercare altre case. Avevo un contratto di 500 euro, piu 100 di spese condominiali, piu 50 euro in nero, per un appartamento di 35mq a Garbatella. A quel punto ho deciso di autoridurmi i 50 euro che pagavo in nero, avvisando il proprietario. Lui ha smesso di parlarmi e di rispondermi al telefono, da allora in poi tutte le comunicazioni sono state per iscritto (mail). Dal mese successivo mi sono autoridotta anche le spese condominiali e pago solo i 500 euro del canone: il proprietario non vuole farmi vedere i conguagli, e sono convinta che sarebberi a mio favore. Ho deciso che smetterò di pagare anche il riscaldamento perché non lo sto usando, entro in casa solo un paio di notti al mese. 500 euro per mantenere quella casa mi pare più che sufficiente.”

Silvia, di Torrespaccata: da Levante, 22/6/2020: http://www.romalevante.info/index.php/casa/133-rentsrtike-racconto-n-1-da-torre-spaccata

Giulia di Centocelle: da Levante 13/7/2020: http://www.romalevante.info/index.php/casa/134-rent-strike-racconto-n-2-da-centocelle